Nebbia Sulle cime

di cesare re

sole in cima al monte bianco

Nikon D800; Nikkor 80 -200, f 2,8 AFd (bighiera); treppiede; (f 8; 1 / 125; iso 320). Punta Grober e Corno Faller, dai pressi di Alagna Valsesia. 

Nebbie e brume

E’ Novembre. Sono in Valsesia per un articolo per la rivista del CAI, Montagne 360 (“Intorno alla Valle Sospesa”; numero di febbraio 2021). L’alba è sempre un bel momento per un fotografo paesaggista. In genere, nella selezione di foto per i miei articoli, metto sempre qualche immagine scenica, con luci calde di alba o tramonto. Prima di continuare sino al rifugio Pastore e oltre, ai piedi di quel gran bel pezzo di montagna che è il Monte Rosa, mi fermo per sfruttare questa occasione fotografica, come avevo pianificato, controllando l’orario del sorgere del sole. Piazzo il treppiede e, con calma, attendo che le luci inizino a carezzare le rocce e il ghiaccio delle cime. Fa veramente freddo e c’è anche una brezza, lieve e gelida che sferza fotocamera e fotografo. Il vento accumula nubi e nebbie sulle cime della parete valsesiana del Monte Rosa, con la Punta Gnifetti e la Punta Parrot che si nascondono tra la coltre bianca. La forma trapezoidale della Gnifetti, ogni tanto, si concede alla vista, per poi subito celarsi. Più generose, invece, le vette della Grober e del Faller che appaiono flebili e soffuse, creando l’occasione giusta per scattare immagini diverse da quelle più consuete. L’occhio dell’osservatore, come dico sempre nei miei workshop di fotografia di paesaggio, è attirato da qualcosa di meno convenzionale. Questo scenario, quindi, con le cime soffuse, diviene spunto primario per questa sessione fotografica. Non tralascio, però, il Monte Rosa, perché la destinazione d’uso dei queste foto è la pubblicazione sulla rivista del Club Alpino Italiano. E’, quindi, quasi scontato che una foto della Punta Gnifetti che si erge dalle altre vette del Monte Rosa, all’alba, avrà molte più possibilità di essere scelta da art director e grafico della rivista. Infatti così sarà, per il semplice motivo che questa cima è molto nota e molto rappresentativa di questa valle. Il mio articolo, infatti, racconta l’ambiente invernale di queste zone e descrive alcuni itinerari panoramici da percorrere con le ciaspole.  La foto di apertura di questo post non è stata, quindi, pubblicata, sorte toccata invece, alla foto qui sotto, con la suddetta cima della Punta Gnifetti (Nikon D800; Nikkor 80 -200, f 2,8 AFd (bighiera); treppiede; 1/500 sec; f/4,5; ISO 200). Anche questo scatto, comunque, è diverso da una semplice e generica alba, con cielo azzurro e la cima limpida e nitida. Anche in questo caso sono le nuvole, striate dal vento, a rendere l’impatto visivo ed estetico molto peculiare.           

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