la magia di un arcobaleno

di cesare re

Una delle ultime foto che ho scattato, con la vista contemporanea del Sella, a destra, e del gruppo del Cir, a sinistra. Selva di Val Gardena. Prima di raggiungere questa location, però, mi sono premurato di scattare subito alcune foto del solo massiccio del Sella, ben visibile già dalla posizione in cui mi trovavo. In seguito, sono salito leggermente di quota, in una postazione dove sapevo che avrei scattato immagini migliori, come questa, comprendendo anche il gruppo del Cir e, soprattutto, ritraendo l’arcobaleno ad arco completo..  Nikon D810; Nikkor 24-70. f 2,8; AFG, 1/200 sec; f/8; ISO 200; focale 30 mm

It.’s a kind of magic 

Proprio così. E’ una specie di magia. A volte, l’arcobaleno si manifesta improvvisamente, dopo la pioggia, soprattutto dopo un acquazzone estivo. In altre occasioni, è come se si annunciasse con qualche tipo di “preambolo visivo”, avvisaglie che un buon fotografo paesaggista deve essere in grado di percepire, un pò come un maestro Jedi sente un cambiamento o una perturbazione nella forza. A volte, per esempio, piove anche molto intensamente, ma si intravvede qualche squarcio di sereno. E’ questo un momento in cui è opportuno prestare attenzione. Oppure capita che le gocce di pioggia siano illuminate da un forte controluce che, probabilmente, preannuncia l’arrivo dell’arcobaleno. In definitiva, possiamo dire che diventa importante la presenza contemporanea di pioggia e sole che, spesso, avviene dopo un temporale forte e intenso. Essendo un fenomeno piuttosto effimero, tra l’altro, consiglio di scattare subito, appena appare la striscia di colore, anche se non ci si trova in una posizione proprio ottimale e anche se l’arco non è completo. Se poi l’arcobaleno dovesse perdurare, avendo già un pò di foto in tasca, direi che può valere la pena muoversi e cercare una posizione migliore, come ho fatto io del resto, raggiungendo una location, nota e conosciuta, che mi consentisse di fotografare sia il Sella, sia il Sassolungo e anche il gruppo del Cir e, soprattutto, con l’arco di luce completo, da cima a cima.   

Immagini scattate con: 

Nikon D810; Nikkor 24 – 70, f 2,8 AFG.  Fuji XT2, con Fuji XF 18-55mm F2.8-4 R LM OIS e Fuji XC50-230mmF4.5-6.7 OIS  

Le due sopra sono tra le prime foto che ho scattato, in questa sessione. Non ero nella posizione ottimale, ma ho preferisco scattare comunque da subito, prima che l’arcobaleno potesse sparire. Dopo queste immagini, mi sono spostato, per scattare da un punto più alto, comprendendo, così, l’arco per intero. In momenti particolari come questo, però, prima si “porta a casa” il risultato minimo, poi si cerca un qualcosa di più.   

Come si fotografa l’arcobaleno

Per scattare immagine dell’arcobaleno, spesso, si deve agire in fretta, visto che questi sono scenari veramente fugaci ed effimeri. Sicuramente non si tratta di una fotografia lenta, come per la fotografia di paesaggio, nella maggior parte dei casi. Il momento dello scatto diventa quasi istintivo. Tempi, diaframmi e iso diventano vengono regolati in fretta, pensando anche alla composizione che può comprendere l’arcobaleno per intero, oppure privilegiare un particolare di paesaggio, avvicinandolo con il teleobiettivo. In casi come questo, in genere, le ottiche più adatte sono quelle grandangolari (tipo 24, 28 mm) e i teleobiettivi, in genere sino ai 200 o 300 mm, a seconda del luogo di ripresa e della distanza delle cime. Con il tele è sicuramente utile usare un treppiede, visto che gli iso migliori, per qualità e assenza di rumore digitale, sono sempre quelli più bassi, intorno ai 100 iso. Consiglio di misurare l’esposizione in spot sulla luce dell’arcobaleno stesso. La messa fuoco, invece, deve avvenire sulle montagne. In post produzione si può poi intervenire, a seconda dei casi e del risultato che si vuole ottenere, su contrasto, chiarezza, vividezza e saturazione.   

 

Fuji XT2; XC50-230mmF4.5-6.7 OIS; 1/125 sec; f/8; ISO 200; focale 100 mm

Nikon D810; Nikkor 24-70. f 2,8; AFG, 1/125 sec; f/8; ISO 200. Focale 40 mm

Foto a sinistra: Fuji XT2; XF18-55mmF2.8-4 R LM OIS. 1/100; f8; iso 100; focale 18 mm. Foto a destra: Nikon D810; Nikkor 24-70. f 2,8; AFG, 1/250 sec; f/8; ISO 200

Fuji XT2; XF18-55mmF2.8-4 R LM OIS. 1/125; f8; iso 100; focale 18 mm

Guarda i miei ultimi articoli

Il Monte Rosa disegna

Il Monte Rosa disegna

Il Monte rosa disegnadi cesare reLa Est del Rosa, con i “disegni” sulla neve in primo piano. Nikon D810; Nikkor 24-70 2,8 afg; iso 100; diaframma chiuso a f 16 per avere elevata profondità di campo. 1/250 di secondo. Misurazione Matrix. Focale a 24 mm.A volte, il...

leggi tutto
Nebbia sulle Cime

Nebbia sulle Cime

Nebbia Sulle cimedi cesare reNikon D800; Nikkor 80 -200, f 2,8 AFd (bighiera); treppiede; (f 8; 1 / 125; iso 320). Punta Grober e Corno Faller, dai pressi di Alagna Valsesia. Nebbie e brume E' Novembre. Sono in Valsesia per un articolo per la rivista del CAI, Montagne...

leggi tutto
Pecore a Campo Imperatore

Pecore a Campo Imperatore

pecore a campo imperatore di cesare reNikon D810; Nikkor 24 - 70, f 2,8; treppiede; (1/200 sec; f/11; ISO 100). Pecore a Campo Imperatore Mai visto greggi così numerose. So che è un paragone poco sensato, ma vedere così tante pecore, tutte insieme, muoversi fitte...

leggi tutto
Share This