il sella vuoto e solitario
di cesare re
Il Sassolungo, visto dal massiccio del Sella, uno dei gruppi più celebri delle Dolomiti. In centro si nota la caratteristica crestadel Piz Ciavazes, una forma peculiare tipicamente dolomitica. Nikon F90x e il Nikkor 35-70 2,8 adf. Fujichrome Velvia 50
C’è qualcosa di strano in questo scatto?
C’è qualcosa di strano, in questo scatto? Eh si che c’è. Le nubi? La bellissima composizione? Eh beh…modestia a parte. Oppure il perfetto calcolo dell’esposizione della diapositiva Fujichrome Velvia 50 iso? E beh…modestia a parte. Non era così semplice con la pellicola per diapositive. O la bellezza dei luoghi? Qui io non c’entro. Non ho meriti, per questo. Per chi conosce il luogo, qualcosa di strano c’è. Questo tratto di altipiano del Sella, con bella vista sul Sassolungo e sulla vicina cresta dei Piz Ciavazes è “vuota”! Non c’è nessuno. O meglio c’era pochissima gente tra i sentieri del massiccio. Ok è stata scattata sul presto, ma neanche prestissimo, nel mese di Luglio del 2001, con la fida Nikon F90x e il Nikkor 35-70 2,8 adf. Altri tempi. Non per l’attrezzatura o per la diapositiva (ogni tanto le uso ancora), ma perché, in quei momenti, persino il Sella, pur frequentato, rimaneva un ambiente vivibile e, in alcune sue zone (Val di Mezdì, Val Lasties, per esempio) piuttosto solitario. Si, avete capito bene: “solitario. Oggi non è più così. C’è una folla da “Piazza Duomo”, con code immani alla partenza e all’arrivo della funivia del Pordoi. Certo, il luogo è bellissimo, si presta alla capatina con la funivia e a un giretto nei dintorni. Però, soprattutto negli anni di pandemia e post pandemia (beh…più o meno post – pandemia) c’era la coda, un pò come in molti luoghi delle Dolomiti. Qui, invece, il vuoto. Alcuni angoli del Sella, però, rimangono ancora tranquilli, persino in questo periodo di affollamento di alcuni luoghi di montagna, Over Tourism, come si dice oggi. Partire molto presti, intanto, rimane la cosa migliore, nel momento in cui negli alberghi stellati offrono la prima colazione, mi piace già essere lungo i sentieri a scarpinare e a trascinare l’attrezzatura fotografica. Sul Sella, come accennato sopra, la Val di Mezdì e la Val Lasties, per esempi, rimangono luoghi non molto frequentati, soprattutto se iniziate la salita il mattino, molto presto. Nel periodo di nascita di questa foto, mi muovevo con la Nikon F90x e le tre ottiche f2,8, i Nikkor 20-35, 35-70 e 80-200, con il treppiede Manfrotto 190, molto più pesante di quelli in carbonio che hanno preso piede (anzi…treppiede) oggi. Spesso, portavo anche la panoramica Horizon 202, o la Hasselblad X Pan. In quel 2001, ho camminato molto sulle Dolomiti di Fassa, Gardena e Badia, ed era la prima volta che lo facevo per professione. Da quelle numerose foto, ho tratto molti articoli, per la stampa specializzata. Molte di queste immagini, in diapositiva, le utilizzo ancora oggi, sapientemente scansite.
Per l’appunto, mi portavo dietro anche una fotocamera panoramica, la Horizon 202, in questo caso. Una panoramica a pellicola, ad obiettivo rotante (orbicolare) che Restituisce negativi 24 per 58 mm, su normale pellicola da 35 mm, in questo caso Kodak T MAX 100, una delle mie preferite per il bianconero. Il primo scatto, dal gruppo del Sella, verso il Sassolungo. Il secondo mostra la Marmolada, sulla sinistra sinistra, dal Piz Fassa (Piz Boè), la cima del Sella (3152 m). Ho parlato in maniera più specifica di questa fotocmara, in questo articolo: Panoramiche con la Horizon
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