Panoramica in pellicola scaduta fotocamera horizon 202
di cesare re
La Horizon e un rullino per diapositive del 2009, oltremodo scaduto
Ecco i risultati di un rullino per diapositive, scaduto nel 2009. Il rullino è stato caricato nella Horizon 202, il 24 novembre 2024. I primi scatti sono di questa data. Gli ultimi, invece, sono di febbraio 2025. Notevole la discrepanza tra il momento dello scatto del primo fotogramma di questo rullino e dell’ultimo scatto e del successivo sviluppo, ciosì come del momento in cui ho guardato le foto. Insomma, tutto il contrario dell’immediatezza del digitale. Il rullino era quindi “strascaduto”, anche se conservato in frigorifero. Alcune foto hanno una dominante azzurrognola / cian, altre sono quasi fedeli. La correzione, in post dopo la scansione, è stata veramente minima, anche per le dominanti. Ogni tanto mi capita di caricare un rullino di diapositive nella fotocamera panoramica Horizon 202. Un’operazione semplice, ma macchinosa. Bisogna incastrare la pellicola nei vari rocchetti. Poi, con calma e lentezza, compongo l’inquadratura e misuro l’esposizione. La fotocamera non ha l’esposimetro. Se c’è il sole utilizzo la regola del sole a f 16, altrimenti in giornate cupe e nebbiose, come quella della foto di apertura, misuro la luce con una l’esposimetro di un’altra fotocamera. Poi, dopo gli scatti, in formato 24 per 56 mm, consegno il rullino di diapositive al laboratorio e aspetto la consegna delle immagini. Con una reflex si possono vedere le immagini sul monitor. Basta staccare l’occhio dal mirino. Con una mirrorless, addirittura, si vedono subito nel mirino elettronico. L’attesa, con la pellicola, diventa un atto di fiducia, quasi una pratica zen, una sorta di attività mistica. E’ una cosa alla quale, ormai, non siamo più abituati. Sembra che la fotografia a pellicola stia vivendo una sorta di ritorno, forse un canto del cigno, forse un colpo di coda o chissà…Non sono pochi i giovani, i nativi digitali, che vogliono provare l’ebrezza del rullino, il brivido dell’errore irrimediabile, la trepidazione dell’attesa e, soprattutto, la mancanza di lavoro al computer. Tra l’altro, tra pellicola e digitale, non c’è una vera contrapposizione: oggi molti scansionano i rullini, unendo idealmente le due facce della stessa medaglia.
Ovviamente le immagini mancano di contrasto. Ovviamente si sarebbe potuto aumentare in post produzione, ma l’atmosfera, tra l’altro, era decisamente nebbiosa. Tutto sommato, quindi, le fotografie sono coerenti con la situazione ambientale, con la nebbia, insomma.
Ho parlato della Horizon, anche in questo articolo: Panoramiche con la Horizon
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