texture di corteccia

in luce flash 

di cesare re

Nikon D810; Micro Nikkor 105 f 2,8; treppiede; flash Nikon sb 900 (f 11; 1 / 250 sec. iso 100).

 

Fotografare una Texture di corteccia, con luce artificiale, di un solo flash, separato dalla fotocamera 

Cosa è una TEXTURE? 

Per TEXTURE si intende la rappresentazione fotografica della materia tattile, ovvero della struttura degli oggetti, come, per esempio: il legno corrugato di una corteccia, la vernice scrostata di una superficie metallica, le crepe della terra riarsa dal sole, le strisce della neve ventata o i grumi della parete di una casa. Fotografare una texture significa mostrare la materia di cui l’oggetto è costituito.

Texture di corteccia di un solo albero

In questo articolo le immagini rappresentano la texture di una corteccia. Tutte queste foto sono state scattate sullo stesso tronco, nel Parco del Ticino, precisamente nella zona di Geraci. 

La Terza Dimensione

In un certo senso si può affermare che la texture contribuisca ad ovviare ad una mancanza della fotografia, ovvero la terza dimensione. Una foto di materia ben riuscita aggiungerà profondità ad un’immagine che avrebbe una rappresentazione bidimensionale

La Luce: naturale e artificiale

Qualsiasi superficie, di qualsiasi materia, si evidenza scegliendo la giusta luce, ovvero quella bassa e radente, poco dopo l’alba o poco prima del tramonto, quando il sole è basso all’orizzonte e contribuisce a sottolineare le forme degli oggetti. Per scattare in situazioni di luce non ottimali, come in questo caso, si può intervenire con la luce artificiale, posizionando il flash in una posizione che simuli la luce naturale, bassa e radente. 

Stagione

La luce bassa e radente è più frequente in autunno e inverno, quando il sole è ovviamente più basso, non solo nelle ore nei pressi di alba e tramonto, ma anche nelle altre ore della giornata. La luce è, tra l’altro, più limpida e pulita, generalmente senza la foschia da calura, propria delle stagioni più calde.

Ottiche

Ovviamente più l’ottica è nitida e di qualità e più la forma e la materia del soggetto sarà evidente. Ottimi gli obiettivi macro, progettati appositamente per scattare da vicino e ben corretti dal punto di vista della distorsione. Il tipo di focale dipende dal tipo di soggetto che si intende riprendere. Generalmente fotografare una texture significa isolare un particolare; si tendono a utilizzare, quindi, obiettivi dal normale al medio tele, evitando i grandangolari che, in genere, soffrono maggiormente di problemi di distorsione. Ideali sono le focali intorno ai 60, 90, 105 mm. 

Tempi, diaframmi e iso:

Le immagini di questo tipo necessitano di una buona profondità di campo. Servono, quindi, diaframmi piuttosto chiusi, intorno a f 11 / f 16, con conseguenti tempi di posa lunghi e, quindi, l’uso del treppiede, utile anche per comporre meglio, e con maggior attenzione, l’inquadratura. Meglio usare gli iso più bassi possibile, per ottenere maggior contrasto e miglior definizione.

E con il flash?

Per un’approfondimento sulla tecnica del flash, consiglio un “giretto” in questo post: Foglia dorata e gocce d’acqua

In questo paragrafo, mi limito a qualche nozione relativa all’uso del flash, nel caso specifico di queste foto, e settato il TTL.

Usando il flash, il tempo di posa è determinato dal syncro flash. In genere conviene impostare il tempo più veloce consentito dalla fotocamera che, senza ulteriori funzioni attive, è intorno a 1/125 sino a 1/250, a seconda del modello. Il tempo di posa, nel flash, serve a determinare la luminosità dello sfondo, ma in caso di fotografia di texture, questo concetto non è determinante, in quanto lo sfondo del soggetto, in genere, non esiste o è molto vicino al soggetto stesso. In caso, rimando al link di cui sopra.   

Si imposta in diaframma chiuso, intorno a f 11 / 16, in modo da ottenere una buona profondità di campo e da avere un lampo non troppo potente che rischierebbe di sovraesporre il soggetto. Più il diaframma è chiuso, infatti, e più il lampo è “debole”.  Stesso discorso per gli iso che devono essere bassi. Più gli iso sono bassi e più il lampo è “debole”. Il termine “debole” non è perfetto, ma serve a rendere più semplice il concetto e più fruibile questo testo. 

Il lampo, per ottenere una texture molto nitida e intensa, deve essere posizionato basso e radente, come per simulafre la posizione di un sole basso all’orizzonte. Nella foto sotto, si nota la posizione, con la parabola “piegata” e correttamente posizionata. 

 

 

 

In questa ultima foto, il lampo del flash è stato “scaldato” e modificato nella tonalità di colore, con l’utilizzo di una gelatina colorata di una curiosa tonalità fuxia. La tonalità è assolutamente irreale. Usando la gelatina CTO (converse to orange), posta sempre sulla parabola del flash, si sarebbe ottenuta una tonalità molto simile (se usata sapientemente) a quella del sole, verso il tramonto, o poco dopo l’alba.

Tutte le foto sono state scattate con Nikon D810; Micro Nikkor 105 2,8 AFD. Treppiede. Flash SB 900. Iso 100, diaframma sempre chiuso (f11 / f16) e tempo di posa di 1/250 di secondo. 

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